Negli ultimi decenni del Settecento, parallelamente alla diffusione delle idee massoniche in Europa, si assiste anche in Italia alla proliferazione nei giardini di un linguaggio occulto che troverà fertile linfa nella moda del giardino “all’inglese”. Una serie di fabriques denunciano in maniera inequivocabile le tappe di un percorso iniziatico: templi dedicati all’Amicizia, alla Virtù, alla Saggezza, ma anche torri, piramidi, grotte.

In Liguria, nel giardino di Villa Pallavicini a Pegli il passaggio in barca – che ricorda quella di Caronte – attraverso le grotte alludeva al passaggio dall’ignoranza alla conoscenza. Nel Veneto Giuseppe Jappelli si ispira al poema virgiliano, ai poemi di Ariosto e del Tasso, al mondo dei Templari ricreando scenari di fiabe antiche e imprese cavalleresche.

Opera di committenti e architetti accomunati dalla “fratellanza” sono molti giardini toscani: da quello Torrigiani a Firenze, dominato dalla torre neogotica per lo studio degli astri, al giardino di Niccolò Puccini a Scornio con il Pantheon degli uomini illustri, il tempio di Pitagora e la torre di Catilina. Nel Regno di Napoli la Massoneria vanta profonde radici e gode della protezione della regina Maria Carolina,che nel giardino inglese della Reggia di Caserta propone un itinerario iniziatico e a Palermo marca di simboli ermetici la Casina Cinese nel parco della Favorita.

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