L’itinerario si snoda lungo la fascia pedemontana a confine tra pianura Padana e Alpi occidentali, proponendo un’antologia di giardini di paesaggio, dalle composizioni ottocentesche di Xavier Kurten al paradiso della biodiversità del più recente giardino di acclimatazione di Villa Bricherasio. La loro ubicazione consente di beneficiare infatti di un particolare microclima favorevole alla coltivazione di eccezionali collezioni botaniche che arricchiscono ogni stagione con fioriture continue.

Il rapporto con lo scenario naturale della catena alpina, dal colle di Cadibona al Monterosa, è altro tema dominante e comune: attraverso sapienti tagli nella vegetazione secolare dei parchi si aprono scorci di grande fascino, tra i quali svetta onnipresente il maestoso Monviso. I giardini sono distribuiti tra il pinerolese, all’imbocco delle valli Pellice, Germanasca e Chisone, e l’antico marchesato di Saluzzo, scrigno di testimonianze uniche della cultura cavalleresca tardo gotica.

Ulteriore trait d’union che lega alcune dimore è proprio l’interpretazione storicista e troubadour del Medioevo: ampliate e trasformate nella prima metà dell’Ottocento, offrono un compendio del gothic revival piemontese, riverbero di quell’idealizzazione della media aetas di matrice sabauda agognata e promossa da Carlo Alberto.

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