La mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica, un linguaggio che attraversa secoli, generi e stili, costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario.
Al centro della mostra è il costume di scena tra cinema e teatro, officine diverse della stessa meraviglia.
Il percorso espositivo permette di ammirare una selezione di trentuno abiti che nella storia del cinema e del teatro hanno saputo costruire l’immagine delle regine, spesso al di là della verità storica, come archetipo universale, regine del mito, della storia e della fantasia.
Il percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei principali – mito, storia, fantasia – che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico. Si incontreranno figure iconiche: storiche, come Marie Antoinette interpretata da Kirsten Dunst per la regia di Sofia Coppola (2006, costumi di Milena Canonero), regine mitologiche e leggendarie, come Medea interpretata da Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1969, costumi di Piero Tosi) e, ancora, figure fantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia, come la Regina di Selvascura da Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, interpretata da Salma Hayek (2015, costumi di Massimo Cantini Parrini).
Il viaggio proposto al visitatore attraversa cinema, teatro e opera lirica fino alle più recenti serie televisive, costruendo un dialogo continuo tra epoche, stili e linguaggi.
I costumi esposti sono firmati da grandi costumisti e artisti, realizzati da storiche sartorie italiane per diverse regie e celebri attrici.
Le opere provengono da importanti sartorie, archivi e collezioni museali come le Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze.
Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti provenienti da laboratori specializzati o realizzati appositamente su modelli originari.
La mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria dedicato alla moda e al costume. Ma il racconto della sovranità femminile è anche un modo per tornare alla nascita della Venaria Reale, alla metà del Seicento, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.
Particolare attenzione è stata dedicata nella mostra al tema dell’accessibilità: il percorso infatti include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli e traduzioni in LIS (Lingua dei Segni Italiana), oltre a testi in caratteri ad alta leggibilità.
In occasione della mostra, il Museo Nazionale del Cinema – in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – propone al Cinema Massimo nel mese di giugno una rassegna che prevede la proiezione di quattro film che mostrano sul grande schermo alcuni dei costumi esposti nella mostra.
A cura di Massimo Cantini Parrini
con Clara Goria
Assistente alla curatela: Maria Elena Angei
Allestimento a cura di Paolo Bertoncini Sabatini
con la collaborazione di Emanuele Carrai e Andrea Crudeli
– Dedalo Builing Lab Firenze
Massimo Cantini Parrini è costumista di fama internazionale, due volte candidato all’Oscar, vincitore di molti premi, tra questi 6 David di Donatello come miglior costumista, di cui l’ultimo nel 2025 per il film Le déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024), girato proprio alla Venaria Reale, nonchè 6 Nastri d’Argento e altri riconoscimenti nazionali e internazionali. Collabora con importanti registi italiani ed internazionali, firma i costumi per film, produzioni teatrali, mostre e grandi eventi internazionali come i costumi per la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
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