Suggestiva residenza di rappresentanza affacciata sul Lago di Garda, Villa Bettoni ha ospitato celebri personaggi quali Giacomo Puccini, Victor Hugo e Giuseppe Garibaldi. I giardini coniugano il rigore geometrico alla fantasia barocca, e le superstiti Limonaie sono emblematiche del paesaggio gardesano.

Edificata dall’architetto veronese Adriano Cristofoli e conclusa da Antonio Marchetti, la villa dei conti Bettoni riflette le atmosfere classicheggianti dell’inizio del Settecento. Un ampio parterre delimitato da due corpi longitudinali e da una terrazza separa la facciata principale dal lago. Sul retro, oltre la strada litoranea che divide l’edificio dal parco, si dispiega a ventaglio un giardino formale che si sviluppa sul pendio della collina. Lo spazio, progettato tra il 1764 e il 1768 dall’architetto fiorentino Amerigo Vincenzo Pierallini, è dominato da una grande esedra con scalinate a doppia rampa, delimitata a valle da una cancellata in ferro battuto. Ai lati dell’esedra sono ancora presenti le strutture superstiti delle limonaie per le quali la villa era celebre. Dal lato opposto, lungo l’asse prospettico della villa, si trova un’imponente scalinata barocca. Al suo apice, risalendo ulteriormente il pendio della collina, doveva trovarsi un tempietto dedicato ad Apollo, mai realizzato. A monte e oltre le siepi dell’esedra deliziose vallette sono animate da uliveti, agrumeti, lauri e allori. Alcune fontane, una grotta e numerosi gruppi scultorei magnificano gli spazi. Le allegorie della Carità e della Gloria, così come la Forza, l’Onore, la Fedeltà e la Prudenza evocano le virtù morali dei proprietari. Un unico programma iconografico lega il giardino alla villa, facendone un complesso monumentale all’altezza delle grandi residenze europee.

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