Nella Vallagarina, sulla sponda destra dell’Adige, l’antico parco dei baroni De Moll si è conservato intatto fino ai giorni nostri: verdi smaglianti, ghiaie sinuose, cura impeccabile e una certa atmosfera mitteleuropea sono il leitmotiv che tiene insieme il giardino formale nei pressi del palazzo con il bosco romantico ricco di alberi secolari e suggestive architetture. L’imponente limonaia, a lungo considerata la più settentrionale d’Italia, domina il parco ed un roseto con oltre seicento piante racchiude un’invidiabile collezione di varietà profumate.
Alcune tra le più importanti famiglie della nobiltà tirolese hanno posseduto questa tenuta: i conti di Lodron, signori della Vallagarina fin dal XV secolo, nel Settecento i conti Festi di Braunfeld, poi nuovamente i Lodron. Con la definitiva crisi del sistema feudale a seguito della dominazione napoleonica vendettero nel 1806 a Sigismondo de Moll, barone del Sacro Romano Impero, alto funzionario asburgico e senatore del Regno d’Italia nel periodo francese, che dopo la Restaurazione si ritirò qui a vita privata. Un ex libris del 1780 raffigura vigneti, gelsi e un viale che dal palazzo conduceva al belvedere (quest’ultimo ancora esistente seppur ricostruito in forme neoclassiche); gli ultimi Lodron, che a Salisburgo possedevano un celebre parco romantico nel castello di Minnesheim, impiantarono probabilmente un giardino e di certo avviarono la costruzione della limonaia. Fu però Sigismondo, appassionato di botanica, a creare ciò che vediamo oggi tra il 1806 e il 1826, si racconta con l’aiuto del progettista del parco di Schӧnbrunn Hetzendorf Von Hohenberg: una successione di ampie aiuole dalle forme curvilinee, tenute a prato ed assolate nei pressi del palazzo, boscose e mosse da colline ed avvallamenti man mano che si risale la pendenza, ricche di vedute pittoresche esaltate da grotte, cascatelle e un laghetto e con una ricercata botanica esotica integrata a specie arboree autoctone, come querce, aceri, faggi, betulle, salici, olmi o pioppi. Gli acquerelli del pittore di corte Eduard Gurk testimoniano la fedeltà all’originale dell’odierno giardino: una fontana, doppie siepi di bosso con vasi di annuali, grandi esemplari di bosso topiati (compreso il più raro Buxus balearica), prati perfettamente rasati o una bordura di rose ‘Iceberg’ lungo la limonaia caratterizzano la zona formale antistante l’edificio; alberi- i veri protagonisti e molti con duecento anni di vita, come il maestoso platano davanti alle Cantine-, sottoboschi di hoste e altre perenni da ombra o radure con rose ‘Knock Out’ compongono invece il vero e proprio parco romantico. Persino il sistema idraulico, fatto di cisterne, vasche e canalette, si è mantenuto fino ad oggi. Accanto agli antichi orti il roseto ospita una collezione di rose profumate: la loro fioritura accompagna in maggio la manifestazione Rosa, Rosae, dedicata a questo genere e ospitata nel parco. Per via ereditaria la proprietà è passata nel 1954, con la morte della moglie di Leopoldo de Moll, ultimo discendente della casata, alla famiglia Guerrieri Gonzaga, che da allora lo custodisce con immutata attenzione.