Il Centro Botanico Moutan custodisce una delle più complete collezioni di peonie al mondo, ambientata in un giardino dalle forme essenziali aperto sul paesaggio della Tuscia Viterbese: nato negli anni Novanta del secolo scorso è riuscito in pochi decenni a diffondere la conoscenza delle peonie nel nostro paese, trasformandole da sofisticate presenze botaniche in piante comuni in ogni genere di giardino. Attraverso la bellezza delle loro fioriture, che attirano migliaia di visitatori, il Centro ha proposto un modello estetico e culturale che si è rivelato essenziale nel definire i caratteri contemporanei del giardino di campagna dell’Italia centrale.

Ingegnere nucleare viterbese (dopo la laurea approfondì il tema dell’assorbimento delle radiazioni da parte delle piante), Carlo Confidati abbandonò presto la professione fondando alla fine degli anni Settanta lo storico marchio di arredi da esterno Unopiù. Il settore era stato fino ad allora ignorato in Italia a livello industriale e Confidati colse con lungimiranza l’evoluzione in atto nell’idea di giardino e nel modo di viverlo: da bene strettamente elitario a spazio diffuso nella media e piccola borghesia e con dimensioni anche molto contenute. Era un’epoca di effervescente risveglio dell’Italia giardiniera, a cui partecipò non solo con l’azienda, ma anche attraverso una sempre più appassionata ricerca sul genere Paeonia, iniziata come diletto all’ombra dei pini domestici della sua casa di Bagnaia e tramutatasi in una vera attività vivaistica nel 1995 all’interno del podere La Cerretana nelle colline di Vitorchiano. Le prime peonie arrivarono grazie ai consigli dell’esperto Ippolito Pizzetti, tramite il quale Confidati diventò membro della prestigiosa International Dendrology Society; poi ci furono ripetute spedizioni botaniche in Cina alla ricerca di specie e varietà rare, che con gli anni gli valsero l’ingresso nel comitato esecutivo della China National Peony Society. Nelle terre vulcaniche di Vitorchiano, ai piedi dei monti Cimini, le peonie prosperarono, il vivaio crebbe e divenne Centro Botanico con una collezione attualmente di oltre 250.000 piante rappresentative di circa 600 varietà e piantate in 15 ettari un tempo destinati a campagna e oggi attraversati da viali e stradini. I filari di ulivi, i noccioli, i cerri che avevano dato il nome alla tenuta sono stati mantenuti e nelle loro leggere ombre furono ambientati le peonie arboree, dalla P. suffruticosa (Mu Dan in cinese, da cui il nome del Centro) alla leggermente ricadente P. decomposita, dalla rara P. qiui alla candida P. ostii; negli appezzamenti un tempo coltivati trovarono posto i campi di peonie erbacee. Dal 2003, quando il Centro ha aperto al pubblico, sono stati inseriti elementi che ne hanno accentuato l’atmosfera giardiniera e facilitato la fruizione, scegliendo soprattutto piante che fiorissero in concomitanza alle peonie: un viale composto da oltre settanta lecci, lunghe pergole in legno di castagno ricoperte di glicini in collezione, rosai rampicanti, bordi di iris, gruppi di lillà, cipressi e prunus da fiore. Si tratta sempre di presenze accennate, che non soverchiano le tipiche atmosfere di campagna e nulla tolgono al ruolo protagonista delle peonie. Parallelamente il Centro continua la sua attività di ricerca scientifica, come dimostra l’acclimatamento della preziosa peonia gialla tibetana (P. ludlowii).

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