I giardini nella città d’acqua sono episodi straordinari e quasi incredibili, scriveva Sansovino nel 1587 e i «forestieri» stentano a credere che siano possibili. In realtà la vista di Venezia “a volo d’uccello” di Jacopo de’ Barbari del 1500 ne mostra un numero sorprendente, sebbene la maggior parte non presentino ancora un disegno vero e proprio, salvo quelli della Giudecca: un brano di campagna strappato alla laguna. Ed è proprio li, nel casino Vendramin, che si delinea il modello del giardino di palazzo veneziano che sostituirà nel tempo i tanti giardini di erbe officinali e dei semplici, presenti fino al XVI secolo: il “portego” del palazzo, la corte e, al di là di un diaframma architettonico con pilastri e statue, il giardino vero e proprio. A lato, il frutteto, con ortaggi e fiori. Sul fondo, un’architettura, un tempietto, una biblioteca, un padiglione aperto sull’acqua della laguna. Dai giardini di delizia della Giudecca e di Murano ai giardini di palazzo il passo è breve e in poco tempo sorgeranno a Venezia giardini importanti, come quello di Palazzo Zenobio, di Ca’ Tron, di Palazzo Soranzo Cappello a Santa Croce, di Palazzo Grimani ai Servi, fino ad arrivare agli ottocenteschi giardini Papadopoli, Rizzo Patarol, Villa Groggia a Cannaregio. Particolarmente scenografici i pochissimi giardini sul Canal Grande, come quello di Palazzo Barnabò, colmo di rose, o quello tardo ottocentesco di Casetta Rossa abitato da D’Annunzio.
VENETO - Venezia (Venezia)
Fondazione Querini Stampalia-Giardino di Carlo Scarpa
Il rigore e la misura di un 'segno' contemporaneo nel cuore antico di Venezia
VENETO - Venezia (Venezia)
Giardino di Palazzo Soranzo-Cappello
Il sottile equilibrio tra naturalità e artificio in un giardino ricco di memorie letterarie